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NOTA SUL RINVIO DEL REFERENDUM

Cari Amici,

come saprete, ieri il Consiglio dei Ministri, in linea con quanto già disposto con DPCM del 4 marzo 2020, recante misure per il contenimento della diffusione dell’infezione del virus COVID-19, ha convenuto di proporre al Presidente della Repubblica la revoca del decreto del 28 gennaio 2020, con il quale era stata fissata la data del Referendum Costituzionale per il 29 marzo 2020, al fine di rinviare l’espletamento dello stesso.

Il Coordinamento Nazionale dei Comitati noiNO -nel fare proprie le posizioni già rese pubbliche dalla promotrice Fondazione Luigi Einaudi e dei tre senatori presentatori della domanda di indizione del referendum (Cangini, Nannicini e Pagano), i cui comunicati allego alla presente- rappresenterà in ogni sede, nei prossimi giorni la seguente posizione:

I Comitati noiNO sono contrari all’election day di referendum ed elezioni amministrative e regionali. Non è una questione di convenienza di parte, è una questione politica di grande rilevanza, che ci porta ad affermare con forza che i temi del referendum costituzionale non possono essere accostati e confusi con l’agone politico proprio delle consultazioni regionali e amministrative.

Ogni comunicazione ufficiale sarà effettuata attraverso il sito istituzionale noino.eu e i canali social ufficiali.

Ovviamente, potrete interagire anche con i canali social della Fondazione Luigi Einaudi onlus, la quale, come sapete, è promotrice del Referendum (www.fondazioneluigieinaudi.it, @fleinaudi).

Vi ringrazio per il Vostro sostegno e per il Vostro impegno a difesa della Costituzione e della democrazia rappresentativa.

Siamo solo all’inizio di una battaglia, che si prospetta più lunga e impegnativa del previsto. Teniamoci in contatto e sfruttiamo questo tempo supplementare per informare con maggiore vigore i cittadini italiani sulle conseguenze nefaste di questa riforma costituzionale.

MANIFESTO

L’integrità della Costituzione non è un dogma ed è possibile cambiarla ma con un progetto e una visione ampia e organica. Ridurre gli sprechi della politica e le inefficienze dei procedimenti legislativi è possibile anche senza indebolire la democrazia rappresentativa e il rapporto tra elettori e eletti.

È per questo che vediamo il referendum come confronto tra forze politiche e sociali, senza l’unanimità di facciata che ha caratterizzato il recente voto parlamentare, per operare in difesa dei principi costituzionali, per elaborare una proposta condivisa, perché il testo costituzionale continui a sostenere la crescita della democrazia in Italia.

noiNO nasce in occasione del referendum costituzionale richiesto da 71 senatori, su iniziativa dalla Fondazione Luigi Einaudi, sulla cosiddetta legge per il taglio dei parlamentari.

Diciamo NO a questa legge e conseguentemente difenderemo le ragioni del NO.

  • noiNo, perché basta con le prese in giro
  • noiNo, perché la politica fatta di sola propaganda è semplicemente suicida
  • noiNo, perché non conta quanti siano i parlamentari in rapporto alla popolazione, semmai come e da chi vengono scelti
  • noiNo, perché qualità e libertà degli eletti non cambiano, cambiandone il numero
  • noiNo, perché il cittadino non può continuare a essere ingannato dai divulgatori di fake news, solo per bieco interesse elettorale
  • noiNo, perché bisogna interrompere la spirale di odio e rancore nella quale si è avvitata la società italiana negli ultimi anni, impedendo al Paese di progettare insieme un futuro di crescita comune e sviluppo
  • noiNo, perché un Parlamento non funziona bene o male in base al numero dei parlamentari ma in base alla capacità di chi rappresenta le Istituzioni
  • noiNo, perché le leggi fatte malissimo da 100 parlamentari non diventano buone se fatte da 60
  • noiNo, perché disporre esclusivamente il “taglio” è una azione anti-parlamentare, quindi anti-democratica
  • noiNo, perché una rappresentanza democratica non si valuta dai costi
  • noiNo, perché un Parlamento può essere democratico e funzionante anche con meno parlamentari, ma non è affatto il risultato della riforma varata
  • noiNo, perché la demagogia populista non rende più libero e forte il popolo, ma consegna il dominio della rappresentanza a forze esterne e non trasparenti

COORDINAMENTO

Giuseppe BozziCostituzionalista
Vincenzo PalumboAvvocato
Andrea Pruiti CiarelloCoordinatore
Federico TedeschiniAmministrativista

SOCI
FONDATORI

tra i 100 Parlamentari che hanno sottoscritto la richiesta di Referendum

Simone BaldelliDeputato
Deborah BergaminiDeputato
Giacomo CaliendoSenatore
Andrea CanginiSenatore
Andrea CausinSenatore
Saverio De BonisSenatore
Gregorio de FalcoSenatore
Elena FattoriSenatore
Guido Germano PettarinDeputato
Sandra LonardoSenatore
Riccardo MagiDeputato
Fiammetta ModenaSenatore
Nazario PaganoSenatore
Gianni PittellaSenatore

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